Cosa vedere in Provincia di Varese: la ValleOlona e il Seprio, Cultura

Il Monastero di Torba

Il Monastero di Torba, oggi bene FAI, è uno dei luoghi storici meglio conservati della provincia di Varese. La sua origine risale al quinto secolo, quando era un punto difensivo. A partire dall’ottavo secolo divenne un centro religioso delle monache benedettine mentre dal Quattrocento venne essenzialmente abbandonato. A partire dal 1976 è gestito dal FAI, che ne ha curato il recupero. Esso sorge inoltre lungo il nuovo percorso ciclo-pedonale battezzato Via Francisca del Lucomagno.

MONASTERO DI TORBA | Bene FAI

Area Archeologica di Castelseprio

Vicino al Monastero di Torba, tra i paesi di Castelseprio e Gornate Olona, sorgono il complesso monumentale di Santa Maria Foris Portas e le rovine dell’antica Seprium. Questa località era importante già al tempo dei romani e fino al 1200 Seprium era il capoluogo del cosiddetto Contado del Seprio, territorio che comprendeva gran parte della provincia di Varese e porzioni dell’AltoMilanese, del Comasco e del Canton Ticino. Ancora visibili oggi sono i resti del castrum, dela basilica di San Giovanni Evangelista e della Chiesa di San Giovanni.

Itinerario nel Medioevo - VareseNews - Foto

Il Monastero di Cairate e la Fonte di Manigunda

Il paese di Cairate ospita il Monastero di Santa Maria Assunta. Esso fu fondato nel 737 dalla principessa longobarda Manigunda in seguito ad una prodigiosa guarigione. Si narra inoltre che il Barbarossa abbia dormito nel monastero la notte prima della Battaglia di Legnano. Tra Cairate e Solbiate Olona, lungo la scarpata della Valle Olona, si trova poi la Fonte di Manigunda. Secondo la leggenda questa fonte avrebbe guarito Manigunda ed è ancora oggi avvolta da un’aria di mistero.

Ex monastero di S. Maria Assunta in Cairate - Archiloco

Centro Storico di Castiglione Olona

Diverse volte Castiglione Olona è stato definito “isola di Toscana in Lombardia”. Questo a causa delle straordinaria ricchezza di opere d’arte che si possono rinvenire nel suo Centro Storico. Tanta ricchezza si deva al cardinale Branda Castiglioni, originario di Castiglione e legato pontificio, oltre che grande mecenate. Nell’arco di vent’anni ( 1422-1443) Castiglioni fece costruire la Collegiata, dove lavorarono artisti come Masolino da Panicale. Oggi a Castiglione Olona si possono visitare il Museo Civico Branda Castiglioni e il Museo della Collegiata.

Coronavirus, a Castiglione Olona il primo contagiato

Dintorni di Castiglione Olona

Vicinissimo sorge il piccolo nucleo di Gornate Superiore, paesino rurale con una bellissima atmosfera bucolica. La strada che conduce da Gornate Superiore a Castiglione Olona presenta nello scendere la valle del fiume Olona una serie di ripidi tornanti, assolutamente inusuali in ambito non montano ed è perciò chiamata “piccolo Stelvio”. Sempre a Nord di Castiglione, verso Morazzone e Lozza sorge inoltre un altro piccolo borgo: Caronno Corbellaro. Esso è circondato da un verdeggiante pianoro, luogo perfetto per passeggiate.

PARCO RTO Sovracomunale Rile Tenore Olona

Castello di Fagnano Olona

Uno dei castelli meglio conservati del Varesotto. Fu edificato da Gaspare Visconti, a cui Carlo V aveva attribuito il titolo di Conte di Fagnano. Il motivo ornamentale più presente è quello a “denti di sega”, tipico dei castelli viscontei di pianura.

Castello Visconteo (Fagnano Olona) - Wikipedia

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Cosa vedere in Provincia di Varese: i siti maggiori

La Provincia di Varese è una piccola realtà provinciale, almeno dal punto di vista della superficie. Occupa infatti un’area di circa 1200 chilometri quadrati, equivalenti più o meno alla superficie del comune di Roma. Essa è però una realtà densamente popolata: vi vivono infatti 880.000 persone, con una densità media di oltre 600 abitanti per chilometro quadrato. Per molti la provincia è sinonimo di industrie, strade trafficate e paesi che ormai si fondono gli uni con gli altri. Eppure la Provincia di Varese vanta un patrimonio storico, naturale e culturale enorme e nella sua piccolezza presenta una varietà di ambienti indescrivibile. Infinite sono poi le possibilità di escursioni a piedi e in bicicletta e quelle di praticare altre attività quali l’equitazione, il canottaggio, il volo a vela e il golf.

Monte San Giorgio

Il Monte San Giorgio è un rilievo che si alza fino a 1097 metri sul livello del mare. Si trova diviso tra territorio italiano e svizzero, tra il Lago di Lugano, Mendrisio e la Valceresio. Questa montagna all’apparenza normale ha la caratteristica di essere uno dei maggiori siti fossiliferi al mondo, in modo particolare per i fossili del Triassico Medio ( circa 230 milioni di anni fa). A partire dalla scoperta dei primi fossili a inizio novecento ne sono stati estratti e catalogati oltre 20.000. Monte San Giorgio è oggi un sito UNESCO e Il Museo dei Fossili di Besano offre la possibilità di esplorare questo incredibile mondo scomparso. Nel museo si trovano due fossili di grosse dimensioni, tra cui il Besanosaurus e il Saltriosaurus, unici due dinosauri di grosse dimensioni rinvenuti in Italia.

Monte San Giorgio - Varese - Turismo in-Lombardia

Santa Maria del Monte e Sacro Monte

Il Sacro Monte di Varese è sito UNESCO e fa parte della rete dei sacri monti di Piemonte e Lombardia ( nove in totale). Quello varesino è l’unico in territorio lombardo. Esso venne costruito sul Monte di Velate tra il 1604 e il 1698, quale opera di evangelizzazione contro la Riforma Protestante. Per arrivare al borgo di Santa Maria del Monte si percorre una Via Sacra di due chilometri con 14 cappelle. Il Borgo di Santa Maria del Monte è uno dei più belli della provincia e si raccoglie con le sue vie acciottolate intorno al Santuario. Nel borgo sono presenti anche il Museo Baroffio, il Centro Espositivo Monsignor Macchi e la Casa Museo Lodovico Pogliaghi. Il borgo ospita anche il Monastero delle Romite Ambrosiane, l’unico convento della Provincia di Varese.

Santa Maria del Monte

Santa Caterina del Sasso

L’Eremo di Santa Caterina del Sasso si trova in località Arolo di Leggiuno, sulla sponda del Lago Maggiore. Il sito sul quale sorge è caratterizzato da alte pareti a picco sul lago, dalle quali si ha una splendida vista sulle Isole Borromee. Il nome dell’eremo è legato alla figura del beato Alberto Besozzi, figura che resta sospesa tra la realtà e l’immaginazione. Secondo la leggenda il beato sarebbe sopravvissuto a una tempesta e avrebbe fatto realizzare l’eremo, la cui prima cappella ( dedicata a Santa Caterina d’Egitto) risale al dodicesimo secolo. A inizio Settecento ebbe luogo un evento miracoloso: alcuni sassi franarono sulla Chiesa, ma rimasero impigliati sulla volta della cappella. I sassi rimasero in quel posto fino al 1910. Per questo motivo il nome completo dell’eremo è Santa Caterina del Sasso Ballaro.

Biglietto d'ingresso a pagamento per l'Eremo di Santa Caterina

La Rocca di Angera

La Rocca di Angera domina con la sua imponente mole il Basso Lago Maggiore. Questa fortezza straordinaria lega indissolubilmente il suo nome alla Famiglia Borromeo, originaria delle terre del Lago Maggiore e poi diventata una delle famiglie più potenti di Milano. Tra il 1449 e il 1610 essa è la dimora ufficiale della famiglia. Nella seconda metà del Seicento è sottoposta ad un’opera di imponente restauro, La Rocca ospita il Museo della bambola e del giocattolo, il più grande in Europa del suo genere. Dal 2008 è inoltre stato ricreato il giardino medievale, che rievoca gli originari spazi verdi della Rocca.

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La pista ciclabile Bologna-Mirandola e la Ciclovia del Sole

La Ciclovia del Sole

La Ciclovia del Sole è oggi un progetto assai interessante di collegamento ciclabile tra Verona e Firenze, passando per Bologna. Essa dovrebbe far parte del Corridoio ciclistico europeo “Eurovelo” numero 7, da Capo Nord a Malta ( 7400 chilometri), Ad oggi la ciclabilità del tratto è purtroppo solo sulla carta e di fatto nel tratto italiano risulta aperto in sede separata solo il tratto da Bologna a Mirandola, di circa 50 chilometri. A Nord di Bologna risulta invece possibile pedalare lungo tutta la Valle dell’Adige, dal confine trentino al Brennero.

CASTELLO PICO DI MIRANDOLA | I Luoghi del Cuore - FAI
Il castello della famiglia Pico a Mirandola

La Ciclabile Bologna-Mirandola

La notizia dell’apertura di questo tratto è di fatto recentissima. Essa è stata infatti inaugurata martedì 13 aprile 2021, nel pieno dell’emergenza Covid-19. I lavori si sono protratti per due anni e hanno dovuto fare i conti con la pandemia. La pista ciclabile occupa il sedime abbandonato della vecchia ferrovia Bologna-Verona, spostata ormai su un tragitto più veloce e diretto. Il giorno dell’inaugurazione erano presenti il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il ministro della mobilità sostenibile Giovannini e il presidente metropolitano Virginio Merola. Questo percorso si unisce ad un altro tratto ciclabile, che unisce Mirandola con Modena e Modena con Vignola. E’ quindi possibile pedalare su sede protetta per oltre 100 chilometri.

Valli Mirandolesi - Maccheroni al pettine delle valli mirandolesi
Paesaggio palustre delle Valli Mirandolesi

Le attrattive

Il percorso è estremamente ricco di storia e tradizioni, a partire dalla gastronomia, una delle più ricche e floride d’Italia. Mirandola è famosa per aver dato origine a Pico della Mirandola e in questa città si può visitare la rocca della famiglia dei Pico, nonchè il Duomo e, nelle vicinanze, le Valli Mirandolesi. Quest’ultimo sono un luogo di protezione speciale dell’avifauna. A San Felice sul Panaro, un tempo feudo di Matilde di Canossa, da visitare la Rocca Estense. A Camposanto il Bosco della Saliceta e il Centro Storico di Crevalcore. Bisogna ricordare che attraversare questi luoghi è molto evocativo, in quanto furono colpiti pesantemente dal Terremoto dell’Emilia del 20 maggio 2012.

Historical Carnival of San Giovanni in Persiceto | Emilia Romagna Tourism
Momento delle storico carnevale di San Giovanni in Persiceto

Più verso Bologna, ad Anzola dell’Emilia si può visitare il Gelato Museum Carpigiani mentre Sant’Agata Bolognese è famosa in tutto il mondo per la casa automobilistica Lamborghini. San Giovanni in Persiceto, ultimo grosso comune prima di Bologna è un borgo concentrico, detto appunto “Borgo Rotondo”. Questa attraente cittadina vanta la Chiesa di Sant’Apollinare e il complesso conventuale di San Francesco. Qui si tiene anche il carnevale storico, uno dei più antichi d’Italia.

Sant'Agata Bolognese | Turismo Emilia Romagna
La sede della casa automobilistica Lamborghini a Sant’Agata Bolognese

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Il Sentiero Valtellina

La Valtellina è una delle valli principali delle Alpi italiane. Percorsa dal fiume Adda, si distende in senso est-ovest per oltre un centinaio di chilometri, costituendo un corridoio compreso tra le Alpi Retiche a Nord e le Alpi Orobie a sud. La Valtellina ha molto da offrire: essa vanta paesaggi spettacolari ( basti pensare alla Val Masino, oppure alla mole del Disgrazia e del Bernina, nella Valmalenco). L’Alta Valle ospita poi la cittadina di Bormio, il Parco Nazionale dello Stelvio, il passo omonimo che conduce in Val Venosta e l’Altopiano di Livigno, il “piccolo Tibet” delle Alpi.

Oltre ai paesaggi montani sono però di assoluto rilievo anche quelli del fondovalle, percorso di vigneti e di alberi da frutto come pochi altri. La gastronomia valtellinese è poi un’altra attrattiva e vanta prodotti eccezionali conosciuti ovunque: dalla bresaola ai pizzoccheri, passando per i numerosi formaggi ( bitto, casera etc.). Eccellenti sono anche i vini, come il celeberrimo Sangue di Giuda. Oggi chi voglia conoscere questa straordinaria vallata può percorrere il Sentiero Valtellina, stupenda pista ciclabile lunga 114 chilometri che collega Colico con Bormio.

Da Colico a Morbegno

Il primo tratto si sviluppa tra Colico e Morbegno e misura 19 chilometri. Il dislivello positivo è di appena 25 metri. Colico ( m 210) è il paese situato all’estrema propaggine settentrionale del Lago di Como e vanta numerose spiagge erbose ben tenute; qui il vento è sempre ben presente e si può praticare windsurf e kitesurf. Il sentiero parte dal centro del paese e si protrae in direzione est, inoltrandosi nella Riserva del Pian di Spagna e Lago di Mezzola, una delle aree umide più importanti delle Alpi, Riserva Ramsar. Entrando nella valle si scorge a sud la possente mole del Monte Legnone, in un tratto in cui la valle è molto ampia. Il grandioso Forte di Fuentes è un’altra attrattiva assoluta e narra del tempo in cui qui correva il confine tra il territorio milanese ( soggetto agli spagnoli) e le terre dei Grigioni. Altro forte è invece quello di Montecchio Nord, della prima guerra mondiale. Punti di interesse sono anche la Chiesa di San Pietro in Vallate e il ponte in sasso di Ganda.

Pian di Spagna e Lago di Mezzola: cosa vedere nella riserva e itinerari |  Ohga!
La zona umida del Piano di Spagna. Sullo sfondo le dirupate montagne della Valchiavenna

Da Morbegno a Sondrio

Il secondo tratto si sviluppa per 26 chilometri e presenta anch’esso un modesto dislivello di 50 metri. Morbegno è il centro principale della Bassa Valtellina e punto di convergenza della Valle del Bitto, che scende in direzione delle Orobie. Il formaggio Bitto, stagionato anche 10 anni, è una grande attrattiva, alla quale è dedicata la “Fiera del Bitto”. Il centro storico merita una visita ( Palazzo Malacrida e Chiesa di San Giovanni Battista). Dopo Morbegno la valle ha una strettoia, punto di partenza della strada per la Val Masino e la Val di Mello, dalle rocce spettacolari, non per niente chiamata la “Yosemite d’Italia”. Successivamente la pista segue il bacino artificiale di Ardenno, in un paesaggio verde e azzurro riposante. Una vicina deviazione nella vicina Val Tartano può portare al Ponte nel Cielo di Campo Tartano, ponte tibetano più alto d’Europa.

Trekking in Val Di Mello - Escursioni in Lombardia - >Sentieri in Valtellina
La Val di Mello con il suo panorama di acque scroscianti e pareti rocciose

Da Sondrio a Tirano

Sondrio ( m 285) è il capoluogo della provincia e la “capitale” della valle. E’ situata in una splendida posizione, all’imbocco della Val Malenco. Le pendici esposte a sud del versante retico sono ammantate da splendidi vigneti. Sondrio è una città ricca di eventi, dal Sondrio Festival ( documentari sui parchi) alla Bresaola Festival. Il tratto da Sondrio a Tirano misura 30 chilometri e vanta molte attrattive: il Bosco dei Bordighi ( tratto di foresta ripariale), la vista sui terrazzamenti retici e le località di Chiuro e Ponte in Valtellina. Entrambi sono borghi storici di grande fascino. Dopo Tresenda, punto di partenza per la strade dell’Aprica, che conduce in Alta Valcamonica, la valle si stringe e cambia direzione, con un percorso verso nord-est. Dopo Villa di Tirano si giunge a Tirano, centro principale dell’Alta Valle.

I vigneti della Sassella da Campoledro, sopra Sondrio. | Vigneto
Gli incredibili vigneti della Sassella, sul versante retico della valle, sopra Sondrio

Da Tirano a Grosio

Tirano ( m.450) è una stupenda cittadina situata al confine con la Svizzera, lungo la strada che porta al Passo del Bernina. Attrazione di primo piano è il famoso Trenino Rosso che ha proprio a Tirano il suo capolinea italiano. Altra grande attrazione è il Santuario di Madonna, luogo di culto di grande importanza. Notevole anche il Palazzo d’Oro-Lambertenghi. Dopo Tirano si giunge a Mazzo in Valtellina, punto di partenza del Passo del Mortirolo, famosissimo a livello ciclistico. Presso Grosio da vedere assolutamente la Rupe Magna e le sue incisioni rupestri, della fine del Neolitico. Sopra la Rupe Magna ecco poi i castelli di San Faustino e Visconti-Venosta. Grosio ( m.620) ebbe importanti legami con Venezia e fu feudo dei Venosta.

Tirano: la guida completa
Il santuario di Madonna a Tirano

Da Grosio a Bormio

L’ultimo tratto è il più impegnativo e prevede un dislivello di oltre 500 metri. Esso supera la località di Sondalo, importante centro climatico sede di sanatorio e transita per Sant’Antonio Morignone, segnata dalla terribile Frana della Val Pola, frana enorme scesa dalla montagna del 1987, anno dell’alluvione della Valtellina. Il successivo comune è Valdisotto e il paesaggio si fa nei connotati pienamente alpini. L’ossario di Cepina rappresenta un luogo di interesse. Il punto di arrivo è Bormio ( m.1200), centro termale e storico notevole, capitale un tempo della Contea di Bormio. Da Bormio si può raggiungere Livigno passando per il Passo Foscagno e Trepalle ( centro abitato più alto d’Europa, a 2100 metri) oppure affrontare il celeberrimo Passo dello Stelvio. La vicina Valfurva ospita foreste immense e selvagge. Il territorio è ricompreso nel Parco Nazionale dello Stelvio, vero paradiso della natura più selvaggia. I laghi di Cancano e San Giacomo, dal colore azzurro ghiaccio, offrono paesaggi incredibili.

Bormio, regina dello Stelvio tra terme e piste da sci per tutto l'anno |  SiViaggia
Il Centro Storico di Bormio

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L’Umanità e il suo impatto: così piccoli eppure così grandi

La popolazione umana continua a crescere

La Terra ha ormai raggiunto una popolazione compresa tra i 7,7 e i 7,9 miliardi di abitanti ( a seconda delle fonti). Secondo l’ONU la popolazione terrestre ammonterebbe nell’aprile 2021 a 7,85 miliardi di individui e sempre secondo le Nazioni Unite dovrebbe raggiungere la soglia degli 8 miliardi nel 2023. Lo US Census Bureau ( l’organizzazione del censimento americano) calcola invece una popolazione inferiore e stima il raggiungimento dell’ottavo miliardo nel 2026. Sta di fatto che, al ritmo attuale, la popolazione mondiale cresce di circa 80 milioni di unità all’anno, cifra paragonabile a quella di un intero paese come la Germania.

Siamo veramente così numerosi rispetto alle dimensioni della Terra?

Di fronte a questi numeri si può incappare nel luogo comune che ormai da molto sentiamo ripetere: la Terra è troppo popolata, anzi sovrappolata, e il genere umano è ormai diventato troppo ingombrante per il pianeta in cui viviamo. Ma è veramente così? Innanzi tutto dobbiamo considerare da che punto di vista siamo troppo numerosi. Siamo forse in numero soverchiante oppure la nostra massa è soverchiante rispetto a quella degli altri esseri viventi? Tuttaltro.

Secondo recenti stime del 2018 la biomassa umana ( per biomassa si intende il peso del materiale vivente) rispetto a quella del totale degli esseri viventi è qualcosa di risibile, pari appena allo 0,01% del totale. Esseri viventi molto più piccoli di noi hanno una biomassa complessiva molto superiore: basti pensare ai virus e ai vermi. La biomassa di ognuno di questi viventi è pari al triplo della nostra. In altre parole, se dovessimo raccogliere tutti i vermi del Mondo e pesarli, il loro peso complessivo sarebbe tre volte maggiore di quello di tutti i quasi 8 miliardi di esseri umani che popolano la Terra. I pesci ci superano in massa di ben 12 volte e gli insetti di ben 17 volte! Con altre categorie di viventi il confronto diventa addirittura insignificante: 200 volte per i funghi, 1200 volte per i batteri e 7500 volte per le piante.

Le specie vegetali dominano il Mondo

La forma di vita di gran lunga più diffusa sulla terra ha quindi delle radici ed è composta di cellule vegetali. I padroni assoluti del creato sono gli alberi. Secondo una ricerca dell’Università di Yale, risalente al 2015, sulla Terra ci sarebbero la bellezza di tremila miliardi di alberi, ovvero tra i 375 e i 400 per ogni essere umano, con una massa che è appunto pari a quella dell’Umanità moltiplicata per 7500 volte.

Un problema di impatto, non di grandezza o numero

La specie umana quindi non è grande, è semplicemente molto impattante. Quello che è veramente enorme infatti non è il nostro numero o la nostra massa, ma il nostro impatto, enormemente sproporzionato rispetto alle nostre dimensioni fisiche. Basti pensare che dalla comparsa della specie umana il numero dei mammiferi terrestri si sia ridotto dell’83% e quello dei mammiferi marini del 50%.Per quanto riguarda i mammiferi terrestri è ormai incredibile constatare come solo il 4% della loro biomassa sia costituita da animali bradi. La restante quota è divisa per il 36% dalla specie umana e per ben il 60% dai nostri animali d’allevamento.

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La Pista Ciclabile del Lago di Varese

Il Lago di Varese è uno specchio lacustre della Lombardia situato poco a sud della città di Varese. Insieme ad altri sei laghi forma i cosiddetti “Sette Laghi” della Provincia di Varese. Il lago si trova in una cornice paesaggistica splendida. A Nord svetta la sagoma boscosa del Campo dei Fiori, con il suo profilo inconfondibile e appena al di sotto si scorge chiaramente il Sacro Monte di Varese. Nelle altre direzioni basse colline, prati verdissimi e ameni paesini contornano il lago, dando un’aria di pace e serenità al luogo. La pista ciclabile del Lago di Varese contorna da circa vent’anni le sponde di questo bacino, profondo appena 26 metri, lungo 9 e largo al massimo 2. Essa è lunga circa 30 chilometri esatti e non presenta alcuna asperità nei dislivelli, avendo pendenze ridottissime. Il punto di partenza e di arrivo ufficiale si trova a Gavirate, all’estremità nord-occidentale del lago.

Pista Ciclabile e Pedonale Lago di Varese: Organizza il Tuo Giro nel  Varesotto
Tipico paesaggio attraversato dalla ciclabile. Il Lago di Varese ospita una fitta vegetazione palustre ( in particolare castagne d’acqua)

Dal Lido di Gavirate al Porticciolo di Azzate

Partendo da Gavirate ( precisamente da Lido di Gavirate) si pedala in direzione est e dopo pochi chilometri, con una breve deviazione, si raggiunge l’ex convento di Voltorre, famoso soprattutto per il suo chiostro, costituito da uno stupendo colonnato con capitelli realizzati dal Ligurno ( maestro comacino del Varesotto). Si continua quindi a pedalare sulla sponda settentrionale del lago, magnifico declivio con numerose colture di frutta che scende delle pendici del Campo dei Fiori. Si oltrepassano graziose località ( Oltrona al Lago, Groppello, Calcinate del Pesce) tra gradevoli saliscendi. Presso Calcinate si può vedere il campo da volo degli alianti e gli attigui stabilimenti Macchi, produttori negli anni 20′ e 30′ di idrovolanti d’avanguardia. Successivamente ecco Schiranna, frazione di Varese famosa per il suo lido assai frequentato dai cittadini. Ancora oltre si sfianca Capolago, estremo punto orientale del lago e si passa quindi sulla sponda meridionale, arrivando al porticciolo di Azzate.

Varese, la terra dei 7 laghi : Foto Dove Viaggi
Il Monte Rosa si staglia con i suoi oltre 4000 metri di imponenza sopra le calme acque del Lago di Varese

Dal Porticciolo di Azzate a Cazzago Brabbia

Questa piccola insenatura, con barchette all’approdo, il pontile di legno e le vedute sul lago è un piccolo angolo di paradiso. Coloro che sono più allenati con una piccola deviazione possono raggiungere il Belvedere di Azzate, punto panoramico dal quale si vede una vista spettacolare sul bacino del lago e sulle montagne del Lago Maggiore e oltre ( vista spettacolare sul Monte Rosa). Tornando sulla ciclabile e proseguendo si giunge alla Madonna delle Case Vecchie, luogo della sagra più sentita del lago ( seconda domenica di ottobre). Oltre ancora si arriva all’Agriturismo/Fattoria Gaggio, luogo perfetto per una sosta. La porzione meridionale del lago, esposta a nord e meno soleggiata, è più boscosa e verde di quella settentrionale. I comuni interessati sono quelli di Galliate Lombardo, Bodio-Lomnago e Cazzago Brabbia, famosi per la loro affluenza economica, presente già in passato. Esempio ne sono le numerose ville, tra le quali Villa Calmia ( a Galliate L.), Villa Bossi e Villa Puricelli ( a Bodio ).

Le ghiacciaie di Cazzago Brabbia, i frigoriferi di una volta | VARESEGUIDA  – VARESE TOURIST GUIDE
Immagine delle caratteristiche ghiacciaie di Cazzago Brabbia

Da Cazzago Brabbia a Lido di Gavirate

Cazzago Brabbia è famoso per essere stato un paese di pescatori. Qui fu infatti fondata nel 1921 la Società Mutua Cooperativa. Più antiche sono però le ghiacciei, complesso di edifici circolari in pietra usati un tempo per la conservazione del pesce. Il piccolo centro storico del paese è un piccolo gioiello. L’ultima porzione dell’itinerario si snoda sulla costa occidentale e lambisce la Palude Brabbia, importantissima oasi per la protezione dell’Avifauna ( è uno dei pochi siti RAMSAR del Nord Italia). A Biandronno si può prendere un battello e raggiungere l’Isolino Virginia ( così chiamato in onore della moglie di Andrea Ponti, ultimo possidente del lago). L’isolino è un sito UNESCO e ospita un villaggio palafitticolo risalente al 4500 a.C. Dopo il caratteristico lungolago di Biandronno si oltrepassa il torrente Bardello ( emissario del Lago di Varese) e in meno di due chilometri si ritorna al Lido di Gavirate. In questa cittadina elegante e pulita è d’obbligo una sosta in pasticceria per provare i “brutti e buoni”, meringhette di mandorle e nocciole.

Giornate Europee del Patrimonio all'Isolino Virginia - Centro Gulliver  Varese
L’Isolino Virginia tra i canneti della sponda occidentale del Lago di Varese

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La Pista Ciclabile del Naviglio Pavese

La Pista Ciclabile del Naviglio Pavese si distende per 33 chilometri tra Milano ( Porta Ticinese) e Pavia ( fiume Ticino). Essa accompagna per tutto il suo percorso il Naviglio Pavese, l’ultimo realizzato in ordine di tempo ( 1813). Il percorso non presenta asperità ed è completamente pianeggiante. Anzi, per essere più precisi, da Milano a Pavia si pedala in impercettibile discesa, visto che il punto di partenza si trova a 120 metri sul livello del mare, mentre quello di arrivo a quota 60). La Pista Ciclabile è interessante per una serie di motivi: in primo luogo essa si trova praticamente in continuità con la Pista Ciclabile del Naviglio Grande ( che termina alla Darsena) e che verso nord prosegue fino al Lago Maggiore a Sesto Calende. Questo permette di pedalare con continuità dal Lago Maggiore fino a Pavia. Più disagevole ( bisogna pedalare qualche chilometro nella città di Milano) ma comunque possibile è poi il collegamento con la Greenway della Martesana.

Naviglio Pavese
La pista ciclabile e il Naviglio nella campagna tra Basso Milanese e Pavese. La porzione milanese del percorso si sviluppa quasi completamente nel Parco Agricolo Sud.

Da Porta Ticinese a Rozzano

Il percorso parte da Porta Ticinese a Milano. Siamo qui alla fine della Darsena, antico porto fluviale di Milano e centro della movida milanese. Proseguendo verso sud lungo l’alzaia si raggiunge la Conca Fallata, luogo tradizionale della partenza ( intorno al 19 marzo, giorno di San Giuseppe) della corsa ciclistica Milano-Sanremo. La pista ciclabile corre qui parallela alla trafficata SS35 dei Giovi. Il paesaggio è molto particolare e vede l’espansione edilizia della metropoli milanese accompagnarsi a porzioni di campagna che qui come in nessun altro luogo si insinuano in direzione del centro. Una pedalata è qui quasi una lezione sull’evoluzione del patrimonio edilizio recente. Si passa infatti dal quartiere della Torretta ( anni 60′), ai condomini di edilizia popolare di Gratosoglio ( anni 70′), fino al più recente sviluppo terziario nel complesso di Milano fiori-Forum di Assago. Una forte concentrazione di attività terziarie accompagna il ciclista fino a Rozzano.

Il Naviglio Pavese - Navigli Reloading
L’antico e il moderno si mescolano lungo le rive del Naviglio

Da Rozzano a Pavia

In seguito la pista ciclabile continua a correre su un lunghissimo rettilineo, che pare infinito, fino alla località di Binasco. In questa località si può ammirare il Castello Visconteo, teatro della triste vicenda di Beatrice di Tenda, fatta decapitare dal marito Filippo Maria Visconti. A Casarile si entra in Provincia di Pavia e la pista ciclabile si sposta sulla sponda sinistra del Naviglio. Il percorso è qui scandito da filari alberati, compaiono inoltre le risaie e si incominciano a osservare con frequenza gli aironi, tipici della Bassa. A Torre del Mangano una breve deviazione conduce infatti alla Certosa di Pavia. La Certosa è considerata uno dei massimi monumenti del nostro paese, iniziata nel 1396, ha visto i lavori proseguire per centocinquant’anni prima di essere completata. Le signorie milanesi hanno eretto la Certosa a loro mausoleo. Proseguendo ancora in linea retta si entra a Pavia, sfiancando però il centro storico e sfiorando il Castello. Il canale finisce nel Ticino dopo una serie di tre conche monumentali e ben cinque salti.

Via Francigena: Pavia - Lucca - I nostri Cataloghi - DUE RUOTE NEL VENTO
Pedalando sulle rive del Ticino a Pavia

Consigli utili

Il percorso è assolutamente semplice da seguire e non comporta grandi fatiche, essendo completamente pianeggiante. Attenzione però all’esposizione al sole: molti tratti sono ombreggiati ma per molti chilometri si può pedalare senza ombra. Alcune giornata estive possono essere molto calde e umide e sarebbe meglio evitarle. Il canale nei mesi di ottobre-novembre e marzo viene completamente svuotato. Il percorso ne risulta quindi assai meno pittoresco. Un punto critico riguarda la mancanza di aree di sosta. Coloro che non abbiano voglia di pedalare ancora possono prendere il treno ( servizio Treno più Bici) e ritornare a Milano, evitando di fare il ritorno.

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La Ferrovia Vigezzina o delle Centovalli

La Ferrovia Vigezzina ( anche chiamata Ferrovia delle Centovalli) è una ferrovia turistica situata tra Italia e Svizzera. Il punto di partenza in Italia si trova a Domodossola ( capoluogo della Val d’Ossola) mentre il punto di arrivo in territorio svizzero è la cittadina di Locarno ( Canton Ticino), situata sulle rive del Lago Maggiore. Il nome della ferrovia si deve ai due territori attraversati: la Val Vigezzo ( in Italia) e le Centovalli ( in Svizzera). La lunghezza complessiva dell’itinerario è di 52 chilometri, 32 da Domodossola al confine italo-svizzero e 19 in territorio elvetico. Complessivamente sono presenti lungo il percorso 22 stazioni, 12 in Italia e 10 in Svizzera. Il punto più alto raggiunto dalla ferrovia è presso la località di Santa Maria Maggiore, ad un altezza di 836 metri sul livello del mare. La stazione di Domodossola è situata a 267 metri sul livello del mare, mentre quella di Locarno a 204 metri. La ferrovia è pensata a fine turistici e la gran parte delle corse è lenta e ferma in tutte le stazioncine. Esistono però anche treni diretti pensati per l’utenza pendolare frontaliera.

È il viaggio più romantico da fare a bordo di un treno | SiViaggia
Il Trenino della Val Vigezzo/Centovalli attraverso il paesaggio innevato

Domodossola

Il punto di inizio dell’itinerario è situato a Domodossola, in corrispondenza della stazione dedicata della linea, situata immediatamente ad est rispetto alla stazione delle FS. La stazione è raggiungibile anche tramite sottopassaggio dalla stazione principale. La cittadina di Domodossola, famosa soprattutto per la sua “D di Domodossola” e come nodo di transito per la ferrovia che conduce al Sempione e alla Svizzera, è in realtà una cittadina di frontiera ricca di fascino. Il centro storico è molto ben conservato e la Piazza del Mercato è assolutamente suggestiva. Da visitare anche Piazza Fontana, Palazzo San Francesco e il Museo Civico Sempioniano. Vicino al Centro Storico, su una rupe, sorge il complesso del Sacro Monte Calvario di Domodossola, uno dei siti dei cosidetti “sacri monti” di Piemonte e Lombardia tutelati dall’Unesco. Il santuario è circondato da un’area dichiarata parco naturale.

Città di Domodossola- Home Page
La piazza centrale di Domodossola in veste invernale con il tipico mercatino natalizio. Domodossola, cittadina di circa 18.000 abitanti, è punto di snodo frontaliero tra Italia e Svizzera sulla storica direttrice del Sempione

Da Domodossola a Santa Maria Maggiore

Il percorso della Vigezzina si allontana subito dalla città attraversando dopo poche centinaia di metri il fiume Toce e proseguendo nella larga piana alluvionale formata dai conoidi del Toce e dei suo affluenti. La prima fermata è quella di Masera, situata ai piedi della Val Vigezzo e solcata dal torrente Melezzo. Da qui il treno guadagna rapidamente quota attraverso i soleggiati bordi della valle coltivati a vigneti e, dopo alcune spettacolari curve elicoidali arriva a Trontano, primo centro della Val Vigezzo. In realtà il paese è su un altopiano alla destra della valle, sopra le gole del Melezzo. Dopo Trontano ecco Verigo con gli antichi mulini del Rio Graglia e i vigneti di Prunent. Dopo Verigo il treno entra nelle foreste del versante freddo e ombroso delle valle e non incontra centri abitati. Qui si trovano comunque le piccole stazioncine di Marone e Coimo. Usciti dai boschi la valle si apre in un vasto pianoro che può essere considerato la parte più abitata della valle. Eccoci a Druogno, dove nei suoi pressi si può vedere la Cappella di Ravelli e l’oratorio di San Defendente.

BORGHI DEI COMUNI DI TRONTANO, DRUOGNO E SANTA MARIA MAGGIORE (VB)
Tipico borgo di pietra tra le frazioni di Trontano. L’architettura della Val Vigezzo, come quella di tutta l’Ossola, è fortemente influenzata dall’uso massiccio della pietra locale

Da Santa Maria Maggiore a Ribellasca

La stazione successiva è quella di Santa Maria Maggiore, vera e propria “capitale” della valle e principale centro turistico, prevalentemente costituito da seconde case. A Santa Maria da visitare il Museo dello Spazzacamino, che spiega l’antico savoir faire che ha reso gli abitanti della valle spazzacamini specializzati apprezzati ovunque. Da Santa Maria partono anche gli impianti per la stazione sciistica di Piana di Vigezzo. Centri vicino sono Craveggia e Toceno. Ancora avanti ecco Malesco, che ospita la strana “Fontana del basilisco” e inoltre belle cascate. Da qui parte la strada che conduce alla Val Canobbina e alle assolate rive del Verbano a Cannobio. Da qui in poi la ferrovia scende in maniera più decisa e giunge al piccolo paese di Re, oscurato dalla ciclopica mole del Santuario della Madonna del Sangue, uno dei più importanti della regione. Dopo Re ecco un nuovo tratto in cui la valle si richiude e si fa ombrosa e cupa. Qui il treno continua in uno straordinario passaggio su numerosi ponti sul fiume, tra grandi massi e acque vorticose. Questo paesaggio continua fino al confine svizzero presso Ponte Ribellasca.

I tesori della Val Vigezzo – Piemonteis
Immagine panoramica della porzione centrale della vallata

Da Ribellasca a Locarno

Siamo ormai nel Canton Ticino e in quel luogo chiamato Centovalli. La prima cosa che ci accoglie in Svizzera è il turchese Lago di Borgnone, dove si trova anche la Chiesa di Moneto e di San Michele, seguito da Camedo ( famoso per essere il luogo più piovoso di tutta la Svizzera) e da una serie di bellissimi paesini in pietra, tra cui Intragna, vicino alla quale un ardito ponte romano attraversa il Melezzo. Pochi chilometri e il paesaggio cambia bruscamente: i boschi di faggi e di conifere scompaiono, il Melezzo si getta nel fiume Maggia e si raggiunge la piana alluvionale ( o conoide) del fiume stesso, sfiancando la famosissima località di Ascona ( sede in estate di un famosissimo festival del cinema) e arrivando alla scintillante località di Locarno, una delle perle del turismo svizzero. Anche Locarno è una cittadina ricca di attrattive, resa vibrante dalla posizione di confine. Oltre al lungolago molto bella la Piazza Grande e il Santuario della Madonna del Sasso, raggiungibile in funicolare. Presso la stazione notevole il complesso romanico della Collegiata di San Vittore.

In futuro Locarno-Intragna ogni 30 minuti - Ticinonline
Il caratteristico paesino di Intragna e la ferrovia delle Centovalli

Curiosità

La Val Vigezzo è l’unica valle ossolana con andamento longitudinale e presenta due torrenti con lo stesso nome: Melezzo. Il primo scende da Santa Maria Maggiore ( punto di spartiacque) verso ovest, verso l’Ossola e il Toce, mentre l’altro da Santa Maria Maggiore scende verso est ( Canton Ticino), il fiume Maggia e il Lago Maggiore. La disposizione della valle fa inoltre sì che la sua porzione centrale abbia un clima molto rigido, con le aree esposte a nord che possono vedere neve al suolo per oltre quattro mesi all’anno, fatto questo inconsueto per località poste ad appena 800 metri di quota. Le Centovalli sono invece uno dei luoghi più piovosi di tutto l’Arco Alpino e famose per le loro piogge torrenziali. Portare un ombrello e un abbigliamento anti-pioggia è sempre una buona idea.

Stazione di Camedo - Wikipedia
La linda stazioncina di Camedo, nella parte svizzera del tracciato

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La Pista Ciclabile delle Dolomiti

La pista ciclabile delle Dolomiti è un bellissimo percorso ciclabile che si sviluppa da Calalzo di Cadore ( in Veneto) fino a Dobbiaco ( Alto Adige). Si tratta di una pista ciclabile particolare, poiché di fatto è l’unica ciclabile “di montagna” italiana. Con uno sviluppo di sessanta chilometri collega la Valle del Piave, nel Bellunese, con la Val Pusteria, attraverso la Valle del Boite, la Conca di Cortina e la Valle di Landro. Calalzo, il punto meno elevato del percorso, si trova a 758 metri sul livello del mare. Il punto più elevato, invece ( ovvero il Passo Cimabanche) a quota 1528 metri. Il percorso è in continua ascesa da Calalzo fino a Cimbanche, mentre il tratto altoatesino è in leggera discesa fino a Dobbiaco ( a circa 1200 metri di quota). Il percorso è completamente asfaltato sul tratto veneto, mentre sul tratto altoatesino è sterrato.

Cortina d'Ampezzo • Veneto • Montagna Estate
La Conca di Cortina vista dal gruppo delle Cinque Torri

Storia

La Pista Ciclabile delle Dolomiti è stata realizzata tra il 2003 e il 2009 lungo il percorso della linea ferrovia dismessa Calalzo-Dobbiaco, ferrovia costruita in occasione della Grande Guerra e che rimase in servizio fino agli anni Sessanta. Nel 1956, in occasione delle Olimpiadi Invernali di Cortina, essa trasportò migliaia di persone al giorno. Durante la bella stagione questa ciclabile è una valida alternativa alla trafficata Strada Statale 51. In questa stagione è anche possibile utilizzare il servizio Bike’n’Bus per il trasporto biciclette.

Ciclabile delle Dolomiti da Calalzo di Cadore a Cortina d'Ampezzo –  Camminabimbi
La pista ciclabile sfila tra i prati nella Valle del Boite

Da Calalzo di Cadore a Borca di Cadore

La pista ciclabile comincia da Calalzo di Cadore, termine della ferrovia che risale la Valle del Piave da Belluno e Longarone. Il piazzale antistante la stazione è il terminal di diverse linee di autobus che conducono a Cortina, Sappada, Comelico. Poco distante dalla stazione si può visitare il Lago delle Tose e l’area termale ed archeologica di Lagole, sul bordo del Lago artificiale del Cadore. La pista procede in direzione ovest incontrando una serie di borgate, tra cui Pieve di Cadore ( luogo di nascita del grande pittore Tiziano), Tai di Cadore, Pieve di Cadore, Valle di Cadore( che ospita un altro bel lago artificiale). Dopo questa località si entra nella Valle del Boite e il paesaggio si restringe, con la valle che si fa più stretta. Si passano qui località come Venas di Cadore e Peaio. Dopo Vodo di Cadore ( che ha anch’essa il suo bel lago) la valle torna ad aprirsi in ariosi prati, anche se sono ancora i fitti boschi di conifere a dominare il paesaggio sul lato ombroso ( destro) della valle. Sul lato soleggiato ancora più impressionanti sono le vedute sul Monte Antelao, che domina la valle come un immenso castello di roccia

File:Monte Antelao 3.jpg - Wikipedia
Immagine della Valle del Boite, sulla destra il Gruppo del Monte Antelao ( 3232 metri), il gruppo montuoso più alto delle Dolomiti Orientali. Esso troneggia al di sopra della vallata con estrema imponenza

Da Borca di Cadore a Cortina d’Ampezzo

Proseguendo si incontra Borca di Cadore, dove è consigliata una visita all’ex-villaggio Eni di Corte di Cadore e poi San Vito di Cadore. Questa località si trova a 21 chilometri dalla partenza ed è il principale centro prima di Cortina. Impressionante da qui la vista sul Monte Pelmo, simile ad un gigantesco torrione isolato. Presso San Vito si trova il famoso lago di Mosigo, immerso in una cornice montana stupenda. Da San Vito una bellissima escursione porta a scendere nella Val d’Oten, che poi termina proprio a Calalzo di Cadore. In questa valle si trovano le stupende cascate delle Pile. Prima di giungere a Cortina la valle si restringe di nuovo e si passa Dogana Vecchia, dove un tempo passava il confine tra Repubblica di Venezia e Tirolo. A Zuel si entra finalmente nella conca di Cortina d’Ampezzo. Tale località è famosa per la sua mondanità ed è a volte chiamata la “perla delle Dolomiti”.

Riferimenti geografici / Ambiente e territorio / Conosci Cortina / Comune  di Cortina d'Ampezzo - Comune di Cortina d'Ampezzo - Comun de Anpezo
Il centro di Cortina d’Ampezzo ( in risalto la Chiesa Parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo) visto dai prati che lo circondano. Cortina d’Ampezzo fa parte della comunità storica della Ladinia e dal 1511 al 1918 ha fatto parte della Contea del Tirolo. Dopo la Grande Guerra è stata annessa alla Regione Veneto.

Da Cortina d’Ampezzo a Cimabanche

La conca di Cortina è un fiabesco spalto ammantato di prati e circondato dalle celeberrime cime dolomitiche dell’Antelao, delle Tofane e del gruppo del Pomagagnon. Non tutto però è idillio, la parte centrale è infatti assediata dalle costruzioni e in alcuni momenti può essere davvero affollata. Le frazioni sparse nella conca sono però decisamente più tranquille e regalano panorami da cartolina. Da visitare il cimitero della Prima Guerra Mondiale a Pocol. Da Cortina si irradiano molte strade che conducono verso celeberrimi passi: attraverso quello delle Tre Croci si può raggiungere Misurina e le affollate Tre Cime di Lavaredo, ma anche l’intatta Riserva del Somadida e Auronzo. Attraverso il Passo Falzarego si può invece scendere in direzione di Arabba, della Marmolada e dei passi del Sellaronda, così come sull’Alta Badia ( tramite il Valparola). Tramite il più tranquillo Giau si può invece scendere nella Val di Zoldo. La pista ciclabile segue però un altro percorso e, parallela alla strada statale d’Alemagna si addentra nelle foreste tra Monte Cristallo, Tofane e i grandi altopiani di Fanes, Sennes e Braies. La parte veneta dell’itinerario finisce a Cimabanche, da lì la ciclabile prosegue sterrata in discesa in direzione di Dobbiaco e della Val Pusteria.

Escursione da San Cassiano all'altipiano del Fanes
La stupenda Alpe di Fanes. Escursioni molto lunghe nei Parchi delle Dolomiti d’Ampezzo e di Senes-Fanes-Braies possono essere incominciate dal forte di Botestagno, a nord di Cortina d’Ampezzo, lungo la SS51 d’Alemagna

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La Pista Ciclabile della Valle dell’Adige

La Pista Ciclabile della Valle dell’Adige è una pista ciclabile che si sviluppa lungo le rive del fiume Adige, in Trentino. L’inizio è posto a Nord al confine con l’Alto Adige, tra il comune trentino di Roverè della Luna e quello sudtirolese di Salorno/Salurn; mentre il termine meridionale è il confine con la Provincia di Verona e con la Regione Veneto poco dopo la località Borghetto di Avio. La lunghezza complessiva è di circa 82 chilometri.

Le attrattive di questa ciclabile sono molteplici. Innanzi tutto il percorso offre la possibilità di pedalare tra montagne stupende senza fare nessuno sforzo. Il punto di partenza è infatti situato a 205 metri sul livello del mare, mentre l’arrivo è a quota 120 metri. Questo ci rende l’idea di quanto modesto sia il dislivello del fondo-valle. La valle dell’Adige ha la caratteristica poi di essere una delle vallate alpine più larghe in assoluto, con una larghezza che spesso supera i due chilometri. Essa è completamente ammantata di campi di mais, vigneti e meleti e cinta da pareti spesso formidabili, con un paesaggio quasi sempre da cartolina. Lungo i fianchi della valle sorgono numerosi castelli e si attraversano città ricche di storia.

Salorno sulla Strada del Vino (BZ)
La vallata all’inizio dell’itinerario, al confine tra Alto Adige e Trentino

Da Salorno a Trento

La partenza è situata presso la Stretta di Salorno, luogo dove la valle si restringe, separando l’Alto Adige tedescofono dal Trentino italofono. Pedalando in direzione della corrente dell’Adige arriviamo dopo pochi chilometri nella Piana Rotaliana, vasta conca famosa per la produzione di famosissimi vigneti, tra i quali primeggia il Teroldengo. La piana è solcata dal torrente Noce, che scende dalla Val di Non. La vista sulle Dolomiti di Brenta, altissime sul fondovalle dai loro 3200 metri di altezza è incredibile. Dopo una decina di chilometri si raggiunge la parte settentrionale della Conca di Trento, dominata purtroppo da vasti impianti industriali, ma che ospita anche le foci del Noce e dell’Avisio ( quest’ultimo presenta un’importante zona umida). Trento è una città ricca di storia, a partire dal famoso Concilio e ospita il Castello del Buonconsiglio, la Cattedrale di san Vigilio e il Muse ( Museo delle Scienze di Trento).

Cosa vedere a Trento | Alitalia Discover Italy
Il centro storico di Trento, che vanta numerosi musei e luoghi storici

Da Trento a Rovereto

Dopo Trento la valle si apre di nuovo e la campagna ritorna protagonista. Sulla destra orografica della valle spicca titanica la vetta della Paganella. Presso Besenello sorge il famosissimo Castel Beseno, il più grande della regione. Alle sue spalle le montagne ospitano la Riserva Scanuppia, incredibile scrigno di natura incontaminata compresa tra la Valle dell’Adige e la Valsugana. Ancora più in giù e si giunge a Rovereto, seconda città del Trentino. Qui si trova il MART ( museo di arte moderna e contemporanea), l’ex porto fluviale di Borgo Sacco e il Museo della Grande Guerra, dedicato alla Prima Guerra Mondiale. La città e i dintorni sono particolarmente legati alle vicende di questo periodo e videro numerosi scontri tra le truppe italiane e austriache.

Castel Beseno, la più grande fortezza del Trentino in Vallagarina
Castel Beseno, la più grande fortezza del Trentino. Sorge presso il paese di Besenello

Da Rovereto al Veneto

Da qui in poi lo sbocco vallivo prende il nome di Vallagarina. Dopo Rovereto ecco Mori e la diramazione per la pista ciclabile che conduce al Lago di Garda ( in soli tredici chilometri) nonché i Lavini di Marco, i resti di un’enorme frana citata anche da Dante. Continuando lungo la Vallagarina ecco Serravalle all’Adige e la sua “Chiusa” simile a quella di Salorno. Da qui si possono raggiungere gli stupendi altopiani di Brentonico e Polsa, con la possibilità poi di continuare fin sul Monte Baldo. Sul finire dell’itinerario si raggiungono le deliziose cittadine di Ala e di Avio, quest’ultima famosa per il Castello di Avio ( bene Fai) e per essere il comune più meridionale del Trentino. Il nostro percorso termina dopo 82 km al confine con il Veneto, presso la località di Borghetto. La pista ciclabile continua però anche in territorio veronese.

Avio - Trentino - Provincia di Trento
Il paese di Avio con alle spalle il castello omonimo ( bene Fai), chiamato anche Castello di Sabbionara

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