Le proposte di Legambiente per la qualità dell’aria

MOBILITA’
1) Potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità condivisa, elettrica ed efficiente, per garantire ai cittadini il diritto di muoversi senza inquinare. Dall’ultimo report europeo di T&E, l’Italia risulta agli ultimi posti nella classifica europea per la dotazione e l’acquisto di nuovi bus elettrici. Al 2030 il parco circolante del TPL dovrà essere solo a emissioni zero come già previsto a Torino, Cagliari, Bergamo e Milano.

2) Obiettivo VisionZero. Vision Zero vuol dire nuova mobilità, sicurezza stradale,
ambiente, rigenerazione urbana, decarbonizzazione. Tra collisioni stradali e inquinamento urbano nel 2019 sono morte più di 83.000 persone, per un costo sociale che
l’Istat stima in 16,9 miliardi di euro, l’1% del pil nazionale. Quattro gli obiettivi: riqualificare le città, potenziare il trasporto ferroviario regionale, il TPL e la sharing mobility
3) Sostenere il cambiamento delle modalità di trasporto soprattutto nelle ore di punta, finanziando piani di spostamento casa lavoro e casa scuola.
4) Stop progressivo alla circolazione delle auto nei centri delle città. Senza
deroghe e senza scappatoie. Ripartendo da subito dal blocco dei diesel Euro4 e
proseguendo col blocco degli Euro5 previsto per il 2025 e quello degli Euro6 al 2030,
anno in cui chiediamo la fine della vendita e della circolazione delle auto a combustione.
5) Stop agli incentivi per la sostituzione dei mezzi più vecchi e inquinanti a favore di
mezzi più nuovi ma ugualmente inquinanti. Incentivi che rischiano di far spendere molti soldi ai cittadini inutilmente, per comprare auto già obsolete o presto fuori legge. Infatti, al 2025 è previsto il blocco anche degli euro5. Si incentivino piuttosto mezzi pubblici, condivisi, a noleggio.
6) Spazio alla mobilità leggera in tutte le su forme (a piedi, in bici, col monopattino, sedie a rotelle elettriche), grazie anche al ridisegno delle strade pubbliche.

USO DELLO SPAZIO PUBBLICO E DELLA STRADA
7) Aumento delle corsie preferenziali per i mezzi del TPL, per garantire un servizio
rapido ed efficiente.
8) Pensare ad uno spazio pubblico delle città fatto su misura per l’uomo e non per le
macchine. Programmando e pianificando i centri urbani a cominciare dall’estensione
delle aree pedonali nei centri urbani e nei quartieri, dove i cittadini devono
sentirsi liberi di muoversi a piedi e in sicurezza nella vita di tutti i giorni.
9)Realizzazione di percorsi ciclo-pedonali continui che connettano intere
porzioni di città e di quartieri
10) Favorire l’approccio “15 minuti” come in programma a Parigi. Città, comuni
e quartieri vivibili in 15 minuti dove tutti i servizi essenziali sono raggiungibili a piedi
in un quarto d’ora. Sostenere politiche di “ecodensità”, recuperi e rigenerazione urbana, per arginare la dispersione abitativa, lo sprawl urbano, il consumo di suolo.
11) Zone scolastiche di rispetto e strade scolastiche, per la sicurezza dei nostri
bambini e ragazzi, favorire l’accesso alle scuole in mobilità ciclo-pedonale e la mobilità autonoma dei ragazzi. Non si può accedere in auto, né sostare (salvo disabili), in
prossimità degli ingressi delle scuole di ogni ordine e grado.
12) Limitazione della circolazione. Bologna, Torino, Milano, Roma. Sono sempre più
numerose le città, e sempre più estese le aree centrali e gli orari di limitazioni della
circolazione delle auto e di furgoni, come argine al traffico. Anche con pedaggi o
contingentamento dei posti auto. Milano controlla elettronicamente gli ingressi in
città e impedisce gli accessi ai veicoli più inquinanti (LEZ).
13) Biocarburanti dannosi: così come è vietata la combustione di biomasse inquinanti nelle città, deve essere vietata l’aggiunta di biocarburanti liquidi dannosi (oli
alimentari) al gasolio d’autotrazione, specie nei servizi pubblici.

RISCALDAMENTO DOMESTICO
14) Abitazioni ad emissioni zero grazie alla capillare diffusione del “Bonus
110%” che favorisca il progressivo abbandono delle caldaie a gasolio e carbone da
subito, e a metano nei prossimi anni.. Dal 2023 le abitazioni in classe A non dovranno più prevedere combustione (cucina, ACS e riscaldamento), dal 2025 per tutte le
case di nuova costruzione o ristrutturate. Divieto dal 2023 di combustione di biomasse legnose nelle città di pianura (caminetti e stufette a pellet).

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