Drammatico maltempo tra Costa Azzurra e Italia nord-occidentale

Benché la tempesta Alex abbia avuto il suo cuore sul Nord-Ovest della Francia, i danni più gravi legati ad essa si sono verificati in un’area molto distante: quella compresa tra la Regione Alpina e il Mediterraneo. Tali danni sono stati legati a massicci accumuli pluviometrici, alcuni di portata storica.

 

Sud-Est della Francia

Prima del passaggio del fronte freddo legato alla Tempesta Alex, forti correnti meridionali di origine mediterranea si sono attivate dal Mar Ligure in direzione della Costa Azzurra. Un violentissimo fronte piovoso, con all’interno numerosi temporali in serie, ha colpito per tutta la giornata del 2 ottobre i dipartimenti del Var e delle Alpi Marittime. Su quest’ultimo dipartimento le piogge hanno assunto una caratteristica di vero e proprio diluvio. I temporali si sono sviluppati particolarmente lungo una linea di convergenza che ha preferito l’interno della regione, dove le precipitazioni sono state esacerbate dal sollevamento orografico dei pendii.

La pioggia più intensa ha interessato diversi bacini afferenti al fiume Var, specialmente le vallate della Tinee, della Vesubie, dell’Esteron e, al confine con l’Italia, del Roya. La differenza tra la costa e l’entroterra è stata enorme: mentre a Cannes e a Nizza sono caduti rispettivamente 43 e 44 mm, a Sospel (Val Roya) sono caduti 212 mm. Gli accumuli sono stati spaventosi sul contrafforte delle Alpi Marittime: a Saint-Martin-Vesubie (960 metri sul livello del mare) in una giornata sono caduti 500 mm di pioggia, dei quali 218 mm in sei ore (quelle serali del 2). Questi dati rappresentano dei record per il dipartimento: mai così tanta acqua era caduta in un così breve lasso di tempo.

La piena del fiume Vesubie ha raggiunto i 700 metri cubi al secondo. Questo corso d’acqua è salito di 6-7 metri in qualche ora. Il fiume Var, il principale del dipartimento, ha raggiunto una portata di colmo di 3000 metri cubi al secondo a Nizza (valore equivalente al doppio della portata media del Po).

Dramma in Costa Azzurra e Var: vittime, dispersi e danni ingenti - La  Stampa - Ultime notizie di cronaca e news dall'Italia e dal mondo
Immagini delle devastazione in Costa Azzurra dopo le violente piogge, Qui siamo a Breuil-sur-Roya

Italia del Nord-Ovest

Piemonte

Il flusso meridionale ha colpito in maniera violentissima le zone montuose del Piemonte. Particolarmente interessate due zone: le Alpi Marittime del Cuneese (in particolar modo la zona di Tenda) e l’area del Verbano-Cusio-Ossola, nel nord della regione. Sulle Alpi Marittime le precipitazioni maggiori si sono registrate sulle valli Gesso, Vermenagna e Tanaro. A Limone Piemonte sono caduti 583 mm di pioggia in 24h, di cui 517 in 12 ore. Entrambi questi dati sono i più elevati mai registrati dalla Rete Arpa Piemonte dal momento della sua creazione. Mai era piovuto così tanto in così poco tempo.

Nella porzione settentrionale della regione, nella zona del Verbano, le precipitazioni sono state ancora maggiori: a Sambughetto (Val Strona) sono caduti 662 mm di pioggia in 24h, a Mergozzo 620 mm, a Piedicavallo (Biella) 610 mm. Questi valori sono qualcosa di veramente spaventoso, di enormemente rilevante. Secondo le statistiche meteo preliminari si tratta dei valori giornalieri di precipitazioni più rilevanti mai registrati in Italia nel nuovo millennio; il precedente record di 532 mm, registrato a Brugnato (La Spezia) in occasione dell’alluvione del 2011 è stato letteralmente polverizzato.

Maltempo, allagamenti ed esondazioni a Mergozzo - La Stampa - Ultime  notizie di cronaca e news dall'Italia e dal mondo
Immagine della notte del 2-3 ottobre 2020 a Mergozzo ( provincia del Verbano-Cusio-Ossola). Le piogge torrenziali hanno provocato estesi allagamenti.

Tra i comuni capoluogo spiccano i 265 mm di Biella e i 221 mm di Verbania. Caduti anche 134 mm a Vercelli, 114 mm a Novara e 113 mm a Casale Monferrato. A Varallo Sesia il fiume Sesia ha raggiunto il livello record di 8,54 metri, con un colmo di piena stimato di 3000 metri cubi al secondo. Diversi allagamenti dovuti al Sesia si sono avuti nel Vercellese. In Valle d’Aosta le precipitazioni abbondanti hanno riguardato il settore sud-orientale della valle. Piene rilevanti dei torrenti Lys (Valle di Gressoney), Evancon (Val d’Ayas) e Ayasse ( Valle di Champorcher).

Liguria

La Liguria è stata interessata da un flusso molto umido di origine meridionale, che ha pilotato rovesci e temporali molto intensi, prima sul Ponente e poi sul Levante. Nella prima fase tutta la regione è stata interessata da una sostenuta ventilazione di scirocco, proveniente dai settori sud-orientali. Nella notte tra venerdì e sabato è transitato il ramo più attivo della perturbazione, seguito da aria più fresca di origine atlantica. Contestualmente i venti sono ruotati da sud-est a sud-ovest. Questa fase più intensa ha flagellato prevalentemente il Ponente e le Alpi Liguri in primis. Il Levante ha mancato la fase più intensa, anche se qui l’instabilità si è protratta per più tempo.

Gli accumuli maggiori si sono avuti sulle Alpi Liguri (394 mm a Briga Alta, 350 mm a Molini di Triora, Imperia). Forti accumuli anche sull’Appennino del Genovesato orientale (334 mm al Monte Laghicciola, Aveto), 312 mm a Buto (Val di Vara, entroterra spezzino). Sulla costa gli accumuli sono stati grandemente inferiori e molto irregolari (massimi fino a 150 mm localmente). Le precipitazioni ( a causa della natura temporalesca) sono state erratiche anche nell’interno, dove si rilevano come valore notevole i 250 mm caduti a Cairo Montenotte ( Val Bormida), valore questo molto rilevante per la località. Nonostante le precipitazioni siano state molto abbondanti quest’ondata di maltempo non è stata eccezionale per la Liguria.

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Fiume d’acqua nelle strade della località imperiese di Diano Marina

Lombardia e Canton Ticino

Forti precipitazioni hanno interessato anche la Lombardia, che in un primo momento sembrava dover essere risparmiata dal peggio del maltempo. . Sulla regione il flusso da sud-est molto sostenuto ha lasciato con accumuli modesti gran parte delle aree di pianura centro-orientali (25 mm caduti a Treviglio, 20 mm a Mantova, 10 mm a Poggio Rusco, Oltrepò Mantovano). Al secco anche il Pavese (ma non la Lomellina) con 30 mm caduti a Pavia e solo 20 mm nella fascia pedemontana dell’Oltrepò Pavese. A Brescia sono caduti tra i 40 e i 50 mm di pioggia, a Bergamo sui 60 mm. Nell’area urbana milanese accumuli fortemente irregolari: alla stazione di Cadorna caduti 80 mm, mentre a San Siro ben 120 mm. Solo 30 mm a Cinisello Balsamo e San Donato Milanese.

Gli accumuli a bassa quota si impennano e sono rilevantissimi invece sul settore nord-occidentale della regione, specialmente sul Varesotto, interessato in pieno dal fronte piovoso in risalita dal Piemonte in direzione del Verbano. 284 mm sono caduti a Tronzano Lago Maggiore. Interessata anche una porzione del Varesotto Centrale (260 mm a Crosio della Valle). Gli accumuli più rilevanti hanno però interessato le aree montuose esposte al flusso umido, particolarmente le Orobie e la Valchiavenna. 298 mm sono caduti a Barzio (Lecco), 297 mm nel vicino Maggio di Cremeno. 270 mm a Colere e 248 mm a Valbondione (Orobie Bergamasche).

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La piena del Po nel tratto piemontese

In Valchiavenna sono caduti 304 mm a Madesimo, valore rilevantissimo. A Pescegallo di Gerola Alta (Val Gerola, Orobie Valtellinesi), luogo particolarmente esposto al flusso di sud-est, le piogge hanno totalizzato un totale di circa 400 mm. Nel vicino Canton Ticino svizzero le piogge sono state abbondantissime nella porzione occidentale a Nord del Verbano (zona del Locarnese, Centovalli). 421 mm di pioggia sono caduti in un giorno a Camedo (Centovalli). Tale dato è il valore di pioggia giornaliera più elevato misurato in Svizzera dal 1935 (quando un valore ancora maggiore fu rilevato nello stesso comune).

Vento

La tempesta di scirocco che ha accompagnato il maltempo è stata molto violenta, ma soprattutto è stata duratura. Il vento si è intensificato rapidamente nella mattinata di venerdì 2 ed è proseguito intenso fino alla mattina del giorno successivo. Raffiche superiori ai 100 km/h sono state registrate sulla Costa Ligure. I valori più elevati hanno interessato però il comparto alpino, specialmente le creste di confine. In Svizzera la stazione meteo di Pizzo Matro ( Canton Ticino, sopra Biasca) a quota 2171 metri, a registrato una raffica massima da sud di 181,1 km/h. Si tratta del secondo valore più alto mai registrato. A Nord dello spartiacque il vento ha soffiato come foehn, registrati 159 km/h a Elm ( Canton Glarona). 161 km/h al Guetsch, sopra Andermatt ( Uri).

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Albero abbattuto dal vento in Provincia di Varese

Piene dei laghi: aumento record per il lago Maggiore

Le precipitazioni violentissime che si sono abbattute sul bacino del Verbano hanno provocato un ulteriore, imponente, record meteorologico. Il livello del Lago Maggiore è infatti cresciuto di 230 cm in soli due giorni e di 180 cm in un solo giorno. Il livello idrometrico del lago è passato infatti da un livello di 36 cm il giorno 2 ad un massimo di 263 cm il giorno 4. Nella storia delle misurazioni del lago un incremento così repentino è quasi unico nella storia. L’afflusso nel Lago Maggiore ha raggiunto un valore incredibile di 4100 metri cubi al secondo il giorno 3 ottobre ( si tratta, per intenderci, del triplo della portata media del fiume Po).

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