La siccità in Italia nel 2021: Evoluzione

Fine 2020-inizio 2021

Verso la fine dell’anno scorso, nel mese di novembre 2020, le condizioni sono state spesso siccitose su gran parte del territorio italiano. Successivamente però le condizioni sono migliorate, a causa di un periodo molto piovoso che ha interessato molte aree del paese nei mesi di dicembre, gennaio e inizio febbraio. Il 2021 è così iniziato in Italia con situazioni di surplus precipitativo, cosa che non accadeva da diversi anni.

Come si può vedere dall’immagine a febbraio 2021 solo poche aree della Sicilia e della Calabria presentavano condizioni di siccità, al più non grave. Tutta la zona alpina e prealpina del Nord-Est era invece interessata da surplus precipitativi straordinari, che si estendevano con minore intensità anche a Lombardia Orientale, Emilia, Toscana Nord-Occidentale e Umbria-Alto Lazio. Insomma, il nuovo anno sembrava partito decisamente bene.

La situazione a Marzo

Da metà febbraio però, in seguito ad una irruzione fredda molto intensa di origine nord-orientale, il clima tende ad asciugarsi e su gran parte del paese piove pochissimo tra metà febbraio e fine marzo, come mostra la seconda immagine, dove si nota che condizioni di siccità fuori stagioni si sviluppano ampiamente in Sardegna e soprattutto nella Sicilia Interna.

La situazione ad Aprile

Con il mese successivo le condizioni migliorano sulle isole ma si assiste ad un tempo incredibilmente secco su gran parte del Centro-Nord, dove in molte aree non cade nemmeno una goccia di pioggia. La situazione a fine aprile mostra ormai una condizione di siccità grave ed estesa su Piemonte, Lombardia Occidentale, Emilia-Romagna, Centro-Nord Toscana, Liguria e interno Marche. Anche molte aree delle Alpi Orientali ( Val Pusteria, Cadore, Dolomiti Friulane) sono in condizioni di pesante stress. Al nord le uniche aree che si salvano sono quelle costiere di Veneto Orientale e Friuli.

La situazione a Maggio

Il mese di maggio porta precipitazioni abbastanza diffuse sul Nord-Ovest e qui la siccità diminuisce, soprattutto su Lombardia, Nord-Piemonte e Valle d’Aosta, mentre molte zone del Piemonte continuano a soffrire. Anche il Veneto e il Friuli Meridionale, così come il Trentino Orientale conoscono diffuse piogge. La siccità permane molto forte sulle montagne del Nord-Est e si aggrava sul Centro-Italia: l’epicentro della siccità si trova ormai tra Romagna e Marche, con quest’ultima regione in condizioni di siccità estrema sul 95% del proprio territorio. Anche Toscana Orientale e Umbria Centro-Settentrionale si ritrovano in condizioni terrificanti. La siccità estrema poi emerge anche tra Lucania e territorio di Barletta-Andria Trani e nella zona di Gaeta.

La situazione a Giugno

Con il mese di giugno le precipitazioni ritornano copiose al Nord-Ovest e la siccità sparisce da gran parte di Piemonte e Liguria. Anche in Emilia-Romagna e le condizioni migliorano sensibilmente, pur in una situazione ancora di forte stress idrico, in specie nel riminese. Nel primo mese estivo la siccità si estende poi su tutta la fascia Adriatica ( Salento escluso) e permane molto forte sulle Alpi Centro-Orientali.

La situazione a Luglio

Con l’arrivo di luglio la siccità si allarga ancora di più e diventa un fenomeno strutturale sulla fascia adriatica. La Toscana Orientale è anch’essa in condizioni di deficit idrico estremo. La totalità delle Marche ( che sta vivendo una delle siccità peggiori della sua storia) e la quasi totalità di Abruzzo, Molise e Umbria sono in condizioni di stress idrico molto grave.

I dati per il mese di agosto non sono ancora disponibili ma esso è risultato ancora molto secco in molte aree del paese. La situazione è quindi ulteriormente peggiorata e configura la primavera-estate del 2021 come uno dei semestri più secchi della storia italiana.

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