La grandinata di Casorezzo del 18 agosto 1986

Un evento meteo eccezionale

Dopo aver ampiamente parlato di fenomeni atmosferici estremi avvenuti al di là dell’Atlantico vediamo ora qualche evento estremo di casa nostra. Diciamo subito che alcuni eventi “made in Italy” non hanno niente da invidiare a quelli americani. Il nostro paese a livello europeo mostra una storia meteorolgica costellata di questo genere di eventi che assai probabilmente non ha eguali. Vi è però un’area in Italia che si distingue sopra le altre: stiamo parlando della Pianura Padana. La storia meteorologica della Pianura Padana, anche recente,è infatti ricchissima di fenomeni temporaleschi violenti e di tornado. Per me questo è doppiamente interessante in quanto io nella Pianura Padana ci vivo.Oggi vi voglio parlare di un evento avvenuto molto vicino a dove risiedo: la famosa grandinata del Casorezzo del 18 agosto 1986.

Un immagine di Casorezzo subito dopo la grandinata

Questa grandinata rappresenta sicuramente un esempio di “severe weather”, anzi può essere considerata un esempio estremo di maltempo, visto che è un evento probabilmente con tempi di ritorno lunghissimi, di un’intensità veramente rara. Di questo evento sappiamo però relativamente poco, quasi tutto quello che sappiamo in realtà proviene dalle immagini terrificanti scattate poco dopo la grandinata. Queste ci mostrano scene apocalittiche: tetti distrutti, vetri infranti e sopratutto campi di mais completamente distrutti ed alberi scorticati. Dopo il passaggio della grandinata il paesaggio era irriconoscibile: sembrava infatti un paesaggio invernale, con gli alberi senza foglie. la grandinata poi fece abbassare la temperatura così tanto da creare una fitta nebbia radente, che si dissolse solo il giorno successivo. Il fatto straordinario di quella grandinata non fu tanto la dimensione dei chicchi ( 6-10 cm) misure comunque notevoli, quanto l’intensità della grandine ( la sua fittezza) e il fatto che praticamente essa cadde senza una goccia d’acqua. Cosa fece sì che questa grandinata assunse queste caratteristiche così estreme? In realtà non lo sappiamo.

Ecco quello che sappiamo:

Ci troviamo a Casorezzo, un piccolo comune del Milanese nord-occidentale, tra Magenta e Legnano. E’ il 18 agosto del 1986: molte famiglia del paese sono al mare in Riviera e coloro che sono a casa il pomeriggio di quel giorno assisteranno ad un evento incredibile, che ricorderanno per sempre. Sono le 18 di un tipico pomeriggio padano, il cielo è bianchiccio e l’afa è grande, un sistema temporalesco si avvicina dal Piemonte. Non sarà un temporale come gli altri: in pochi minuti il cielo si oscura e succede il finimondo: raffiche di vento forse sui 150 km/h si abbattono sul paese, accompagnate da una grandinata fitta e potente, che distrugge tutto. I racconti parlano del finimondo.

Un campo di mais completamente distrutto in seguito alla grandinata

In che contesto si è sviluppato tutto questo? Il 18 agosto 1986 a livello sinottico abbiamo una situazione favorevole a violenti temporali sul Nord-Ovest, una saccatura si avvicina dalla Francia. Questa dinamica è però relativamente comune nel periodo estivo. Il fatto che una dinamica sufficientemente comune abbia dato origine ad un fenomeno tanto estremo è quindi un mistero. In questo caso devono essere stati fattori molto locali a giocare un ruolo preponderante, ulteriore dimostrazione che le dinamiche locali sono importantissime per il clima. Un ruolo decisivo è probabilmente stato svolto dai temporali presenti in quel momento sulle Alpi piemontesi e valdostane ( sappiamo ad esempio che in quel momento erano attivi diversi temporali di moderata intensità proprio sulla Vallee). Il vento discendente da questi temporali ( il cosidetto outflow) ha probabilmente innescato una linea temporalesca sul fiume Ticino, su una linea da Novara a Milano. Questa linea temporalesca si è poi spostata verso est e una probabile supercella particolarmente intensa ha colpito l’area tra Casorezzo, Inveruno e Ossona. Per provocare una simile grandinata la cella doveva per forza di cose avere una riflettività elevatissima e presentare correnti discendenti fortissime. Alcune immagini satellitari del giorno ci mostrano celle temporalesche con cima assai elevata, esse inoltre mostrano celle temporalesche fortemente stirate verso Nord-Est, sintomo della presenza di correnti ad alta quota molto forti da Sud-Ovest. Questi elementi ci dicono che quel giorno erano presenti temporali assai intensi ma il fatto che uno di essi abbia prodotto un fenomeno tanto estremo in quel determinato momento in quel determinato luogo è qualcosa che è destinato a rimanere misterioso ancora per molto tempo ( se mai esso avrà una spiegazione).

Immagine satellitare relativa al 18 agosto 1986. Si nota il grande ammasso temporalesco ancora al di là delle Alpi. Le nuvole appaiono estremamente “stirate” in direzione nord-est, sintomo di forti correnti da S-O in quota.

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